Respirare è il primo gesto che compiamo quando veniamo al mondo. Avviene spontaneamente, senza che sia necessario pensarci, eppure lo Yoga ci insegna che proprio nel respiro si nasconde una delle vie più immediate per entrare in contatto con noi stessi.
Nella pratica del Prāṇāyāma il respiro viene tradizionalmente osservato attraverso alcune fasi fondamentali: Pūraka, l’inspirazione; Kumbhaka, la ritenzione; Rechaka, l’espirazione.
Pūraka rappresenta il momento in cui accogliamo il respiro e permettiamo alla vita di entrare in noi.
Che cosa significa Pūraka?
Il termine sanscrito Pūraka deriva da una radice che richiama l’azione di riempire, completare e nutrire. Indica quindi l’inspirazione consapevole, lenta e continua.
Inspirare non significa semplicemente introdurre aria nei polmoni. Nella visione yogica, attraverso il respiro accogliamo anche il prāṇa, l’energia vitale che anima il corpo e sostiene la mente.
La parola Prāṇāyāma viene spesso tradotta come “controllo del respiro”, ma il suo significato è più ampio: indica la regolazione, l’espansione e la consapevolezza del prāṇa attraverso il respiro.
Pūraka è dunque un gesto di apertura e di accoglienza.
Che cosa accade durante l’inspirazione?
Quando inspiriamo, il diaframma si abbassa, le coste si espandono e l’aria entra nei polmoni. Se il respiro è naturale e rilassato, anche l’addome può muoversi dolcemente verso l’esterno.
Non è necessario sollevare le spalle, irrigidire il collo o gonfiare il petto con forza. L’inspirazione yogica nasce dal rilassamento e si sviluppa progressivamente, dalla parte più bassa dei polmoni verso la zona toracica.
Il respiro dovrebbe essere:
– silenzioso;
– fluido;
– continuo;
– stabile;
– privo di sforzo.
Lo scopo non è introdurre la maggiore quantità possibile di aria, ma imparare a respirare con presenza, rispettando la propria capacità.
Il significato interiore di Pūraka
Pūraka rappresenta simbolicamente la capacità di ricevere.
Inspirando accogliamo energia, nutrimento e possibilità. Creiamo spazio nel corpo e, nello stesso tempo, ci apriamo all’esperienza del momento presente.
Possiamo vivere ogni inspirazione come un gesto di fiducia: permettiamo alla vita di entrare senza afferrarla e senza trattenerla.
Pūraka è associato all’espansione, alla vitalità, alla presenza e all’inizio di un nuovo ciclo. È il respiro che ci ricorda che possiamo sempre ricominciare.
Una semplice pratica di consapevolezza
Siediti in una posizione comoda, mantenendo la schiena allungata e il corpo rilassato. In alternativa, puoi distenderti in Shavasana, eventualmente con un sostegno sotto le ginocchia.
Chiudi dolcemente gli occhi e osserva il respiro naturale per alcuni minuti, senza modificarlo.
Porta poi l’attenzione all’inspirazione:
1. inspira lentamente attraverso il naso;
2. senti l’addome e le coste espandersi con delicatezza;
3. lascia che il respiro salga senza sforzo verso il torace;
4. mantieni rilassati il viso, la gola e le spalle;
5. espira naturalmente e ricomincia.
Non cercare di riempire completamente i polmoni e non introdurre, in questa fase, trattenimenti volontari. La qualità del respiro è più importante della sua durata.
Puoi ripetere per alcuni cicli, interrompendo la pratica se compaiono tensione, affanno o vertigini.
I benefici dell’inspirazione consapevole
Praticata con dolcezza e regolarità, l’attenzione a Pūraka può aiutare a:
– sviluppare una maggiore consapevolezza respiratoria;
– migliorare gradualmente la mobilità del diaframma e della gabbia toracica;
– riconoscere e sciogliere le tensioni legate al respiro;
– accrescere la capacità di concentrazione;
– sostenere una sensazione di apertura e vitalità;
– preparare il corpo e la mente alle pratiche di Prāṇāyāma e meditazione.
Pūraka ci insegna che inspirare non significa prendere con avidità, ma ricevere con delicatezza.
Come quando ci avviciniamo a un fiore per sentirne il profumo, anche il respiro può essere accolto con attenzione, rispetto e meraviglia.
Ogni inspirazione diventa così un invito ad aprirci alla vita.
“L’inspirazione (puraka) è l’assorbimento di energia cosmica da parte dell’individuo per la sua crescita e il suo progresso. È il percorso dell’azione (pravrtti marga). È l’Infinito che si unisce al finito. Inspira il respiro della vita con la stessa cura e delicatezza con cui si aspira il profumo di un fiore e lo distribuisce uniformemente in tutto il corpo.”- B.K.S. Iyengar –